Odisseo e Telemaco si sono ritrovati ed hanno concertato insieme il piano di liberazione dai Proci; è giunto il momento, per chi ha seriamente percorso le tappe della vita, di affrontare la 'pulizia interiore'.
Molta parte del lavoro è stata fatta, molte prove superate; ora giunge il momento di guardare in faccia quelle parti di sè, talmente vicine, da non accorgersi di quanto siano avvelenate: sono proprio lì, ad Itaca.
Quante volte facciamo e diciamo 'ciò che non vogliamo'...quanto spesso ci accade di avere un proposito e di non riuscire ad agire di conseguenza... 'Servi infedeli', Proci, disordine sono dentro di noi anche contro la nostra stessa volontà.
Odisseo non può sconfiggere queste forze ostili con i metodi di un tempo: non con la reattività, non con l'astuzia, ma con il controllo si sè, con la saggezza di chi... “è”.
Si incammina verso la reggia. Durante il tragitto incontra Melanzio (etimologicamente: fiore nero!), l'opposto del 'servo fedele' Eumeo; lui è un 'servo infedele', un traditore: offre i capi migliori del gregge proprio a quegli sfruttatori, divoratori (di energia, potremmo dire) che, non paghi di approfittare dei beni, ora attentano ai beni più preziosi sull'isola: la vita di Telemaco, la mano di Penelope.
Melanzio insulta Odisseo ritenendolo un accattone e, passando, gli sferra un calcio...
“Restò immobile Odisseo, senza scomporsi (...) sopportò, si contenne”. Non reagisce neanche quando il capraro maledice Telemaco.
Più tardi, alla reggia, sarà Antinoo, il più velenoso dei Proci, a tirare uno sgabello a quello che lui crede un mendicante e che si è permesso di dargli dell'avido... ma “come una roccia egli stette, immobile”.
Davanti alla necessità di 'ripulire' la propria casa, ridare splendore alla propria 'isola interiore', occorre mantenere la calma, non farsi prendere da reattività incontrollate, ma osservare con distacco, progettando l'opera di epurazione degli agenti disturbanti!
MEDITAZIONE CON I COLORI
(indicazioni per l'esercitazione pratica):
Il verde smeraldo e il turchese, colori simbolo della mineralità, si strutturano e salgono, con eleganza e fermezza, fino a incontrare il viola, colore spirituale per eccellenza. Nascono scenari imprevisti, tutti con un grande senso di equilibrio e stabilità.